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Confessioni di una viaggiatrice: Quella volta che…

Confessioni di una viaggiatrice

Viaggiare è un’esperienza unica: ti fa scoprire posti straordinari, conoscere altre culture e tradizioni, ti arricchisce dentro. Ma sopratutto, crea dipendenza.

Ovviamente, non sempre tutto procede come nei piani e anche se a casa ci portiamo foto stupende e sui social pubblichiamo i nostri momenti felici, dietro  il viaggio fai-da-te c’è un gran lavoro.

Quello che non tutti fanno è raccontare i lati ‘nascosti’ del viaggio. Per questo, ecco le confessioni di una viaggiatrice:

Quella volta che stavo per perdere l’aereo

Metti 5 amiche a Barcellona, tempi calcolati male e il treno diretto all’aeroporto che all’ultimo minuto decide di avere un ritardo di 30 minuti. Unica soluzione? Caricare i bagagli, in preda al panico, sul primo taxi che passa per strada e pregare di arrivare in tempo! Missione compiuta. Arrivate al gate scopriamo pure che il volo è in ritardo. Per la serie: ritardi con coincidenza.

Quella volta che gli scalini non finivano mai

Quando visito una città, cerco sempre di vedere più cose possibili. Non perché voglia farlo a tutti i costi per scattare qualche foto, ma per il fatto che sono una persona così curiosa che posso continuare a camminare finché le mie gambe non chiedono pietà. E così è stato a Firenze quando dopo aver fatto 463 scalini per salire sulla Cupola di Brunelleschi, e altri 414 scalini per il campanile di Giotto.. perché non godere del panorama fiorentino al tramonto, da Piazzale Michelangelo? I miei piedi nelle Converse, particolarmente adatte per queste imprese, soffrivano, e le scale per arrivare su le ho fatte con mooolta lentezza ma ce l’ho fatta! Il cielo, la vista sull’Arno e le case dai tetti rossi mi hanno ripagato.

Morale: non prendete esempio da me, mettetevi scarpe comode! E fate meno scale.

Quella volta che il letto in ostello..

Quest’estate io e il mio ragazzo siamo riusciti a organizzare un viaggio low-low cost: una settimana in Andalusia. Abbiamo cercato di risparmiare su tutto, e così a Cadiz abbiamo preso una stanza privata in un ostello. Essendo stata già in ostello, sapevo bene che non potevamo pretendere chissà cosa. La stanza ovviamente era piccola, c’era spazio solo per stare in piedi o sul letto, proprio quest’ultimo era un pò particolare. Non potevo sedermi da sola in quanto rischiava di ribaltarsi ogni volta. Da qui la cosa divertente che nessuno dei due poteva appoggiarsi sul letto senza l’altro, oppure che a volte ci scordavamo e puff tutti giù per terra! A parte l’inconveniente della stanza, mi è piaciuto perdermi tra i vicoli di questa città e affacciarmi sul mare dai cosidetti ‘miradores’. Perchè alla fine è questo che conta, vivere il viaggio. Tornati a casa poi, avremmo potuto di nuovo dormire comodi.

Quella volta che la pioggia mi ha fatto cambiare programma

Per arrivare a Fuerteventura con Rayanair, da Roma non ci sono voli. La città più vicina da cui partono è Pisa, così due anni fa ho preso il treno con largo anticipo per approfittare dell’occasione e farmi un giro in città prima dell’imbarco. Arrivata a Pisa centrale, so che posso iniziare il tour a piedi: la mia prima tappa è il murales di Keith Haring ‘Tuttomondo” che si trova a pochi passi, ma non faccio in tempo a mettere piede fuori dalla stazione che.. inizia il temporale e io con me ho solo una valigia piena di costumi. Il mio piano va in fumo, decido così di dirigermi all’aeroporto con il bus, dove arrivo con ben 4 ore di anticipo.

Sarò anche arrivata prima e mi sono girata i pollici per un pò, ma… vuoi mettere il paradiso che mi ha accolto dopo? 🙂

Confessioni di una viaggiatrice

Sicuramente le mie non sono vere e proprie disavventure, piuttosto confessioni di quello che c’è dietro ogni viaggio: imprevisti. In fondo, non possiamo controllare tutto ed è anche questo il bello del viaggio.

E tu cosa hai da raccontare?

Se vuoi scriverlo sul tuo blog, leggi qui o commenta il post. 🙂

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